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Il PGT (Piano di Governo del Territorio)

Il Piano di Governo del Territorio è stato approvato dal Consiglio Comunale nel dicembre 2009. Nella seduta del 26 febbraio 2014 il Consiglio Comunale ha successivamente approvato una variante al PGT vigente. Il Piano è disponibile in visione a tutti i cittadini presso l'Ufficio Tecnico comunale negli orari di apertura, ed è pubblicato anche sul sito internet comunale. Nell'ottica di una maggiore trasparenza, sono scaricabili anche tutti gli atti che compongono la variante adottata. I link ai vari files aggiornati si trovano in fondo a questa pagina.

UNO SVILUPPO URBANISTICO EQUILIBRATO E SOSTENIBILE

Il Piano di Governo del Territorio (PGT), il nuovo strumento urbanistico istituito dalla Regione per sostituire il Piano Regolatore Generale (PRG), è diventato realtà dopo un lavoro complesso e articolato, durato circa un anno e sviluppato attraverso diverse iniziative con cui sono stati raccolti dati e fabbisogni espressi dalle diverse realtà del paese. Lo Studioquattro di Chiavenna ha lavorato con buoni risultati predisponendo le 8 relazioni tecniche e le 25 carte del territorio che sviluppano il Piano nel dettaglio. Una volta definiti con l’Amministrazione Comunale gli obiettivi principali, gli architetti incaricati del Piano, in collaborazione coi funzionari comunali, hanno effettuato sopralluoghi sul territorio, diffuso questionari, raccolto dati, convocato incontri coi portatori di interessi diffusi (associazioni, categorie economiche, ecc.), con la Consulta Urbanistica e i consiglieri comunali, coi cittadini intervenuti alle assemblee pubbliche o che hanno inviato le osservazioni pervenute inizialmente secondo le procedure di legge. Il Piano è stato definitivamente approvato dal Consiglio Comunale dopo le controdeduzioni alle osservazioni presentate da cittadini, gruppi ed enti sovracomunali.

Le caratteristiche del nuovo strumento urbanistico

Il PGT è prescritto dalla legge regionale n. 12/2005 e ci consente di disporre di uno strumento tecnologicamente avanzato, facile da consultare e da applicare per il Comune, i professionisti e i cittadini, che contiene risposte concrete anche per quelle situazioni che si sono evolute in questi ultimi anni. Si articola in tre documenti: il Documento di Piano, il Piano dei Servizi e il Piano delle Regole. Il Documento di Piano, sottoposto a Valutazione Ambientale Strategica (VAS), individua gli obiettivi di sviluppo, miglioramento e conservazione ritenuti strategici per il territorio, fissandone i limiti dimensionali e indicando le condizioni perché siano sostenibili sotto il profilo ambientale e coerenti con le previsioni sovracomunali. Determina inoltre gli obiettivi quantitativi di sviluppo del PGT, tenendo conto della riqualificazione del territorio, della minimizzazione del consumo del suolo, della viabilità e dei servizi pubblici. Il Piano dei Servizi individua le aree per le attrezzature pubbliche e di interesse generale, per l’edilizia residenziale pubblica e a verde. Il Piano delle Regole, con valore prescrittivo, individua le aree non soggette a trasformazione e stabilisce le volumetrie e gli indici consentiti e le altre regole di gestione. Le tavole del Piano analizzano il territorio sotto molteplici aspetti: dall’inquadramento geografico all’uso del suolo, dalle previsioni urbanistiche vigenti allo stato di fatto, dalla densità edilizia delle varie zone del paese alle soglie storiche (cioè il periodo di costruzione dei vari edifici), dai vincoli e dalle aree protette alle indicazioni degli enti sovracomunali, per arrivare fino allo stato di conservazione e alle destinazioni d’uso degli immobili.

Gli obiettivi del PGT per lo sviluppo del nostro territorio

Per significare il nuovo approccio all’urbanistica introdotto col PGT vengono di seguito elencati i punti più qualificanti tra quelli sviluppati negli allegati del Piano.

1) Definizione delle reali esigenze di sviluppo

Le aree di espansione e trasformazione residenziale sono collocate in ambiti che interferiscano il meno possibile con la percezione visiva del paesaggio, favorendo gli insediamenti destinati alla prima casa (anche tramite edilizia convenzionata) piuttosto che la costruzione di ulteriori seconde case, e lo sviluppo nelle zone già abitate e urbanizzate (anche col recupero di aree dimesse, delle costruzioni esistenti e dei sottotetti) piuttosto che lo sfruttamento di aree libere, per lasciare qualche possibilità di espansione anche alle future generazioni. Il Piano mette quindi d’accordo la volontà di una tutela del territorio, ove occorrente, con la necessità di espansione, dove possibile.

2) Conservazione delle caratteristiche geografiche, geomorfologiche e paesistiche di Dervio

Il territorio viene individuato come bene primario per lo sviluppo futuro del paese, identificando 4 ambiti con caratteristiche paesistiche ed ambientali omogenee:
• aree costiere, dove il rapporto tra le costruzioni e il lago è elemento costitutivo del paesaggio e assume anche valore economico-sociale per la fruizione turistica del lago, con elevata sensibilità paesistica ed ambientale anche in relazione alle presenze storiche e architettoniche;
• aree del tessuto urbano consolidato: ambiti di forte urbanizzazione prevalentemente pianeggianti, con presenza di diverse tipologie costruttive, di destinazioni d’uso diversificate, di comparti con epoche costruttive molto diverse e spesso non ben relazionati tra loro;
• aree di versante: ambiti scoscesi di alto valore paesistico con visuali di particolare rilevanza per l’intero paesaggio lacuale. Di particolare valore il tratto sopra Corenno e quello lungo la strada per la Valvarrone, che conservano scorci di pregio e dove il rapporto tra il paesaggio naturale e quello creato dall’uomo diviene elemento da tutelare;
• aree di versante montano: ambiti ad elevata naturalità dove è preminente la presenza del bosco, con ridotta pressione umana concentrata per lo più nei nuclei montani frequentati soprattutto stagionalmente.

3) Definizione degli ambiti territoriali del paese

Nel cosiddetto tessuto urbano consolidato (cioè la parte urbanizzata del paese) vengono distinti gli ambiti NA di antica formazione (centro storico), i nuclei rurali NR (nuclei collinari o montani non abitati stabilmente), il tessuto urbano saturo T1 e quello di completamento T2 (distinti in base alla densità delle costruzioni esistenti), il tessuto urbano T3 in ambito di vincolo ambientale (situato sotto la strada provinciale e sottoposto a vincoli paesaggistici sovracomunali), il tessuto urbano T4 con prevalenza di verde (le zone collinari e più vicine al lago, nonché i grandi parchi privati), il tessuto produttivo T5 (industria e artigianato), quello ricettivo e a campeggio T6, quello tecnologico T7 (per impianti tecnologici vari), le attrezzature pubbliche (ST1) e private (ST2) di interesse comune (dalle aree verdi alle strutture pubbliche), le aree AG destinate all’agricoltura (la parte del paese ad altitudine più elevata) e infine le zone di rispetto stradale (RS) e cimiteriale (RC). Per ognuno di questi ambiti sono state definite con chiarezza le modalità con cui è possibile intervenire, le destinazioni d’uso ammesse e non ammesse, gli indici volumetrico-dimensionali e le distanze da rispettare per gli interventi edilizi, oltre ad eventuali indirizzi di tutela e norme specifiche per la singola zona.

4) Possibilità di ristrutturazione per il centro storico

I 241 edifici esistenti nel centro storico sono stati classificati uno ad uno secondo lo stato di conservazione e la destinazione d’uso. Sono possibili 5 categorie di intervento: il restauro (per gli edifici più antichi e preziosi), il risanamento conservativo, la ristrutturazione conservativa e la ristrutturazione edilizia (con una libertà di intervento che è maggiore al peggiorare dello stato di conservazione e in assenza di valori storico-ambientali), fino alla ristrutturazione urbanistica (demolizione e ricostruzione) per i più fatiscenti. Ogni proprietario sa quindi in anticipo esattamente come comportarsi qualora intenda ristrutturare la propria casa, senza perdere ulteriore tempo in pratiche burocratiche. Questa classificazione esclude peraltro anche l’obbligo di alcuni piani attuativi previsti in precedenza, che erano fermi da anni perché molto difficili da realizzare: al loro posto sarà possibile un intervento diretto che favorisca il recupero delle aree dismesse. In fase di attuazione del Piano l’Amministrazione dovrà prevedere anche incentivi e contributi per favorire la qualità della ristrutturazione nei centri storici, specie a Corenno.

5) Tutela delle parti di territorio più sensibili a livello paesistico

Soprattutto nella zona collinare si conferma l’attuale regime di tutela, dove la salvaguardia dalla nuova edificazione ha l’obiettivo di valorizzare gli aspetti percettivi del paesaggio. In questi ambiti sono stati operati tagli anche consistenti sulle volumetrie precedentemente concesse dal PRG (soprattutto nella zona da Chiari verso Corenno), che avrebbero gravemente compromesso alcuni tra gli scorci più belli del nostro paesaggio per finalità anche di tipo speculativo, legate soprattutto alle seconde case. Per le fasce di territorio ad altitudine più elevata è mantenuto il vincolo di inedificabilità, ma incentivata la ristrutturazione con incremento volumetrico fino al 20% per l’adeguamento igienico edilizio degli edifici esistenti. In una norma specifica è inoltre previsto che gli interventi edilizi, oltre che dal punto di vista urbanistico, possano essere valutati anche dal punto di vista paesaggistico, per evitare di deturpare scorci significativi del paesaggio, specie su aree in pendenza o con vista dal lago.

6) Riqualificazione degli ambiti di degrado urbano

Sono previsti interventi di riconversione di alcune attività produttive dismesse: la ex Feldspato dovrà essere demolita entro breve tempo, con una destinazione diversificata delle nuove costruzioni, parcheggi a servizio del centro paese e un nuovo sbocco viabilistico verso nord; sono state previste quote di edilizia convenzionata anche per le ex cartiere di via Giglio, e per la ex Metallurgica la demolizione dei capannoni esistenti e la riqualificazione dell’area. Le possibilità edificatorie, d’accordo con le proprietà, sono state limitate rispetto ai volumi esistenti ed anche alle previsioni del vecchio PRG, a favore di una migliore qualità urbana.

7) Mantenimento delle attività economiche esistenti

E' data la possibilità di sviluppo nel rispetto dell’ambiente. Le vicende della Regina, che ha avviato il trasferimento dei dipendenti in un’altra sede, non hanno comunque fatto cambiare destinazione all’area, che era e resta industriale, tranne la porzione degli attuali capannoni più vicina al lago per la quale era già stato ipotizzato un uso pubblico. Chi interverrà per creare un nuovo insediamento industriale dovrà rispettare alcune prescrizioni per la mitigazione ambientale dell’intervento, e se vorrà utilizzare anche la parte dei capannoni prevista ad uso pubblico dovrà impegnarsi a realizzare, in loco o da un’altra parte, una struttura pubblica di una certa importanza. E’ inoltre prevista la possibilità di spostare il supermercato ubicato in via Matteotti, risolvendo i problemi urbanistici e viabilistici dell’attuale collocazione e dando una destinazione compatibile ad un immobile all’inizio di via Marconi che da anni risulta incompiuto, con una superficie di vendita di poco superiore all’attuale. Le decine di parcheggi previsti nell’intervento saranno convenzionati ad uso pubblico.

8) Riqualificazione dei campeggi

L’obiettivo è quello di potenziare la capacità ricettiva e incrementare le presenze turistiche in rotazione, al posto di quelle stanziali, anche con la riqualificazione in bungalow di una parte delle attuali piazzole. L’introduzione anche a livello locale della normativa regionale sui campeggi permetterà di migliorare qualitativamente ed esteticamente le strutture.

9) Peduncolo di collegamento tra lo svincolo e la SP72

Viene acquisita la nuova progettazione approvata dalla Provincia, che prevede la realizzazione del peduncolo completamente in galleria, con un impatto ambientale limitato, con sbocco presso l’ex casa cantoniera.

10) Riqualificazione viabilità interna, soprattutto in centro paese

A seguito di interventi realizzati da privati sono previsti allargamenti di alcune strade (via Greppi, via Martiri, via Folla, via Capona), una nuova viabilità per il centro paese che permetta di bypassare il passaggio a livello (il collegamento dall’ex cartiera alla Provinciale 72), ma anche un breve percorso pedonale lungo la ferrovia che permetta di utilizzare il parcheggio dell’ex cartiera e recarsi a piedi in centro paese con pochi passi; una viabilità alternativa per il centro (tra la Feldspato e la stazione) che utilizzi le aree dimesse dalle FS, un nuovo sbocco viabilistico verso nord, sempre in zona Feldspato, che passerà sotto la ferrovia sbucando sulla Provinciale 72 nei pressi del distributore di benzina; un nuovo accesso a Castello, con un piccolo tratto di strada che scenderà nella frazione evitando il passaggio sotto gli archi, impossibile ai mezzi di soccorso; il collegamento pedonale verso la spiaggia della Foppa, in corrispondenza del lido; l’allargamento della piazza davanti alla chiesa di S. Gregorio e la creazione di un percorso pedonale verso la via Vignola.

11) Potenziamento dei parcheggi in particolare nei centri storici

A Corenno sono stati individuati sotto il cimitero (già convenzionato per la realizzazione da parte di privati) e in un’area davanti al castello, oltre la strada, che in precedenza aveva poche possibilità di essere realizzato poiché legato a un intervento privato di difficile realizzazione: ora invece è stato reso indipendente da questo intervento con la possibilità di avviarlo su iniziativa pubblica subito dopo l’approvazione del PGT. A Dervio sono previsti nuovi parcheggi in zona ex Feldspato e dietro la banca, a servizio del centro, e in via Duca d’Aosta, un’altra area molto congestionata, ma anche in via Vignola, in via Marconi e in altre zone strategiche del paese. Sono inoltre previste norme specifiche per dotare dei necessari parcheggi le nuove edificazioni.

12) Nuovi spazi pubblici a disposizione di tutti i Derviesi

Oltre ai nuovi parcheggi e all’allargamento di alcune strade il PGT prevede l’ampliamento del Parco Boldona verso il campeggio, la restituzione alla fruizione pubblica dell’ex parco giochi di Corenno e la creazione di una panoramica passeggiata lungolago da Corenno fino a Dorio, ma soprattutto la realizzazione del lido pubblico.

13) Realizzazione del lido pubblico

Questa struttura era già prevista dal PRG ma difficilmente avrebbe visto la luce se lasciata solo all’iniziativa privata. Con l’approvazione del PGT, e in accordo con la proprietà, una vasta area verde sopra la spiaggia della Foppa verrà ceduta gratuitamente al Comune e potrà essere utilizzata già da subito come lido pubblico, in attesa di essere attrezzata con le stesse modalità previste anche in passato.

14) Creazione di un percorso pedonale di lungolago

Il percorso dovrà unire, pressoché senza interruzioni, Santa Cecilia con la Foppa e Corenno fino al confine con Dorio. E’ previsto l’attraversamento del cantiere della Navigazione tramite una passerella e la creazione di nuovi tratti di percorso fin verso Corenno, e da lì, con la passeggiata acquisita da privati, fino al confine con Dorio. Dervio sarà quindi l’unico paese del lago ad avere un lungolago completamente fruibile a piedi. Per l’analogo percorso che si snoda invece lungo il Varrone, dalla foce fino al viadotto della superstrada, si prevede la realizzazione di nuovi tratti o il miglioramento di quelli esistenti.

15) Realizzazione di nuovi posti barca

Ci sarà la possibilità di posare pontoni galleggianti, su iniziativa pubblica o privata, sottoposti ad autorizzazione dell’amministrazione comunale previa valutazione delle caratteristiche dell’intervento proposto.

16) Norme tecniche di attuazione chiare e comprensibili

Le norme saranno semplici da leggere, da mettere in pratica e da valutare da parte di tutti i soggetti coinvolti nelle decisioni urbanistiche, e che non possano essere interpretate diversamente a seconda degli interessi coinvolti.

17) Criteri chiari per il calcolo del volume degli edifici

Lo scopo è quello di impedire l’arbitraria aggiunta anche di interi piani “tecnici”, permessa dal vecchio PRG ma che di fatto si sommavano al volume concesso, e che venivano realizzati spesso a scopo puramente speculativo e con un visibile impatto ambientale.

18) Recupero dei fabbricati in disfacimento e ristrutturazione

E' prevista per quelli che necessitano di adeguamenti igienico-funzionali, con incremento fino al 20%. Queste norme saranno molto utili, oltre che per ristrutturare vecchie case, anche per rendere più confortevoli gli edifici presenti nei nuclei rurali sparsi sopra il paese, permettendo così di mantenere un presidio umano nelle zone collinari e montane utile a garantire la necessaria manutenzione di boschi e terreni.

19) Regolamentazione del recupero dei sottotetti

Si propone che il recupero sia possibile ovunque quando non comporti il sopralzo del tetto, soprattutto nell’ambito del centro storico. Nelle altre zone sarà consentito, fatto salvo il rispetto delle altre norme, senza superare il terzo piano dopo l’intervento. L’obiettivo è quello di evitare quanto possibile nuove costruzioni in zone libere, utilizzando invece fabbricati già esistenti in zone già urbanizzate.

20) Tutela del verde

Un’apposita norma prevede la tutela del verde esistente e indicazioni per aumentarlo intorno alle nuove edificazioni. Per alcuni interventi sono inoltre previste anche prescrizioni specifiche per mitigare col verde l’impatto di alcune costruzioni o per far tornare all’aspetto naturale ampie superfici ora costruite o pavimentate.

21) Impianti di trasmissione telefonica solo su aree pubbliche

Per garantire i necessari controlli ed evitare speculazioni di privati che portino all’installazione di antenne in mezzo alle case.

22) Aggiornamento degli studi geologici e sismici

Sono stati sviluppati dal geologo che già aveva seguito questo aspetto nel Piano Regolatore.

23) Informatizzazione del PGT a disposizione di tutti i cittadini

Per la prima volta tutte le relazioni e le carte del Piano saranno consultabili su supporti informatici (seppure continuerà ad esisterne anche la versione cartacea) e sul sito internet comunale, che ne permetterà una semplice consultazione da casa. Tutte le informazioni a livello urbanistico saranno quindi per la prima volta disponibili a tutti, senza più segreti, con la massima trasparenza e democraticità, gratuitamente e con la massima facilità di accesso.

24) Creazione di banche dati ad uso degli uffici comunali

Con le foto aeree appositamente realizzate, tutti gli elementi del territorio comunale, in particolar modo i fabbricati, risultano ora correttamente indicati sulle nuove mappe. Grazie ai sofisticati strumenti informatici utilizzati, e alla gran mole di dati raccolti, tutti gli edifici esistenti sono ora georeferenziati (cioè precisamente individuati sul territorio grazie ad un sistema di coordinate) ed associati a numerose informazioni, modificabili e implementabili all’occorrenza, che in futuro potranno essere utilizzate anche per usi diversi da quello urbanistico. I dati sono stati integrati anche dal rilievo della posizione dei servizi presenti nel sottosuolo (acqua, elettricità, gas, ecc.), utile in caso di allacciamenti o riparazioni.

25) Variante approvata il 26 febbraio 2014

La variante si era resa necessaria per adeguare la cartografia ai nuovi standard sovracomunali. L'Amministrazione Comunale ha quindi colto l'occasione per inserire anche le modifiche intervenute nel frattempo sul territorio e le previsioni di alcuni interventi che verranno realizzati a breve. Tra i contenuti principali vi è la previsione di un nuovo parcheggio sulle aree dismesse delle ferrovie, lungo via Matteotti, la pista ciclopedonale e l'allungamento della strada agrosilvopastorale di Pratolongo in fase di realizzazione, e la possibilità di realizzare la reception e un modesto ampliamento del ristorante alla struttura alberghiera dell'Oasi del Viandante. La proposta più importante è quella del recupero dell'area industriale dismessa ex Redaelli. La variante prevede il mantenimento della destinazione industriale dell'intera area e la possibilità di utilizzare per la produzione anche il capannone situato più a sud, previa ricostruzione visto il suo attuale stato di degrado. Considerato che in precedenza tale capannone era compreso in un'area pubblica da cedere al Comune, e verificata la necessità di un suo utilizzo industriale per poter permettere il complessivo sviluppo dell'area, la proprietà si è impegnata a cedere al Comune un altro immobile, situato lungo via Santa Cecilia con una superficie utile di circa 700 metri quadri, che verrà completamente ristrutturato dalla proprietà per destinarlo ad uso pubblico come area coperta polifunzionale per manifestazioni e per attività sociali, ricreative e culturali di associazioni e cittadini. Su richiesta della proprietà, l'edificio della ex mensa potrebbe invece essere trasformato in residenza per giovani lavoratori. Grazie alla variante si permetterà a questa storica area di continuare ad essere utilizzata secondo la consolidata vocazione industriale anche dalla nuova proprietà, che ha già recuperato parte degli immobili esistenti e garantito l'impiego di almeno 10-15 nuovi addetti; in caso contrario il rischio sarebbe stato quello di non poter avviare il recupero dell'area industriale con ulteriore degrado delle strutture e ricadute a livello occupazionale. Con l'approvazione definitiva della variante il Consiglio ha approvato con alcune prescrizioni anche un'osservazione presentata dalla famiglia Marietti per il recupero di due ruderi di edifici esistenti a Corenno.

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Documento di Piano
Relazione tecnica (.pdf 8,5 Mb)
Previsioni ed obbiettivi di piano generale (.pdf 4,9 Mb)
Previsioni ed obbiettivi di piano Dervio-Corenno (.pdf 8,0 Mb)

Piano dei Servizi
Relazione tecnica (.pdf 9,3 Mb)
Norme Tecniche (.pdf 4,3 Mb)
Tavola di progetto generale (.pdf 3,1 Mb)
Tavola di progetto Dervio-Corenno (.pdf 5,3 Mb)

Piano delle Regole
Relazione Tecnica (.pdf 4,4 Mb)
Norme Tecniche (.pdf 1,8 Mb)
Tavola di progetto generale(.pdf 5,3 Mb)
Tavola di progetto Dervio-Corenno (.pdf 9,3 Mb)
Centri storici – Gradi di intervento - Dervio Villa (.pdf 3,0 Mb)
Centri storici – Gradi di intervento - Corenno - Castello - Borgo (.pdf 2,5 Mb)
Norme Geologiche (.pdf 0,3 Mb)

Variante
Elenco elaborati (.pdf 0,5 Mb)
All.1_Rapporto Preliminare (.pdf 4,3 Mb)
All.RV_Relazione di variante (.pdf 5,4 Mb)

 


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