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Il punto della situazione sul "Peduncolo" della SS36

AGOSTO 2012
DALLA SOPRAINTENDENZA UN NUOVO STOP
AL PROGETTO DEL PEDUNCOLO?

La Provincia di Lecco, che è incaricata della progettazione del peduncolo di collegamento con la superstrada 36, ci ha comunicato che la Sopraintendenza per i beni architettonici e paesaggistici di Milano ha espresso forti perplessità verso l'ultimo progetto proposto, nel quale si ipotizza il riutilizzo dell'ex strada di cantiere costruita dalla CoGeCo, che verrebbe opportunamente allargata e risagomata, e la creazione di una rotonda di collegamento alla Provinciale 72 nell'area dove sorge l'ex casa cantoniera dell'ANAS. Proprio la casa cantoniera, che nelle previsioni dovrebbe essere abbattuta per lasciare spazio alla rotonda, è il motivo delle perplessità espresse dalla Sopraintendenza, che ritiene che l'edificio possa essere vincolato a tutela per motivi storici. L'Assessore provinciale ai Lavori Pubblici Simonetti è intervenuto in uno degli ultimi Consigli Comunali a spiegare la situazione, e successivamente il Sindaco, accompagnato dai capigruppo dei gruppi consiliari e ai rappresentanti della Provincia, si è recato a Milano presso la Sopraintendenza. In quella sede ci è stato comunicato che la procedura per il riconoscimento dell'eventuale importanza storica della casa cantoniera potrebbe durare anche più di un anno, e probabilmente si concluderebbe con la richiesta di conservare l'edificio. A questo punto abbiamo chiesto di confermare per iscritto queste indicazioni, che però non ci sono tuttora pervenute. In precedenza la Sopraintendenza aveva già considerato negativamente il primo progetto, che prevedeva la costruzione di un grande viadotto a picco sul lago con un impatto ambientale che era stato considerato eccessivo. Questo nuovo stop sta portando la Provincia ad ipotizzare un progetto molto più semplice, che prevederebbe l'utilizzo dell'ex strada di cantiere solo in un senso, e quindi senza la necessità di costruire la rotonda e di abbattere la casa cantoniera ma con un’utilità più limitata. Appena arriveranno le comunicazioni richieste alla Sopraintendenza, il Consiglio Comunale verrà quindi chiamato ad esprimersi su questa nuova, ennesima proposta.

SETTEMBRE 2011
PEDUNCOLO: OK DAL CONSIGLIO AL PROGETTO PRELIMINARE,
ORA LA PROVINCIA DOVRA’ SVILUPPARE LE FASI SUCCESSIVE

Il Consiglio Comunale, nella seduta del 29 settembre 2011, ha dato l’assenso all’unanimità al progetto preliminare predisposto dalla Provincia per il cosiddetto “peduncolo”, cioè il nuovo collegamento tra lo svincolo della superstrada e la strada provinciale a lago. La soluzione progettuale proposta dalla Provincia riutilizza la strada già esistente, opportunamente modificata, immettendosi sulla strada provinciale a lago con una rotonda per la cui costruzione si prevede l’abbattimento della casa cantoniera. Il viadotto a picco sul lago, previsto da una precedente versione del progetto con effetti ritenuti troppo impattanti sul nostro paesaggio, è stato evitato con il ricorso a una pendenza della strada leggermente superiore. Lo scorso anno il Comune si era infatti preso carico dello sviluppo di una proposta tesa a limitare l’impatto ambientale nella zona a lago, tenendo ben presente le particolari problematiche di tipo tecnico e i limiti di tipo economico. Questo studio di fattibilità era stato quindi consegnato alla Provincia, che lo ha potuto utilizzare come base su cui ha sviluppato l’attuale proposta. I costi di realizzazione calcolati dalla Provincia rientrano nei fondi a disposizione (5 milioni di euro). Il progetto è stato trasmesso al Comune verso la fine di maggio, e con grande impegno da parte dell’Amministrazione Comunale è stato sottoposto in poche settimane ad una prima valutazione da parte degli organi consultivi comunali e portato all’attenzione del Consiglio Comunale all’inizio di agosto, dove all’unanimità è stato dato un assenso al progetto preliminare proposto. In tale occasione sono state segnalate alla Provincia alcune problematiche affinché possano essere approfondite nelle successive fasi che dovranno portare al progetto definitivo. Per alcune di queste indicazioni la Provincia ha confermato che il progetto ne sta già tenendo conto, per altre ha considerato opportuno che vengano sviluppate nelle successive fasi progettuali, e per altre ancora ha ritenuto che non se ne possa far carico direttamente. Il 27 settembre si è tenuto un incontro presso la Provincia, al quale hanno partecipato anche i capigruppo di tutti i gruppi consiliari, per concordare ulteriori passaggi di natura più tecnica, quali l’inserimento della nuova soluzione all’interno dello strumento urbanistico e la possibilità del l ’IVA agevolata al 10%. Dopo soli due giorni il Consiglio Comunale, sempre all’unanimità, ha infine adottato una nuova delibera che riprende la precedente e definisce in modo più dettagliato queste richieste di tipo tecnico. A questo punto la Provincia è nella condizione di poter approvare il progetto preliminare e di presentarlo alla Sopraintendenza per i beni architettonici e il paesaggio ed agli altri enti competenti sull’argomento, perché possano fare le loro valutazioni e richiedere eventuali integrazioni o modifiche, per poter successivamente sviluppare nei dettagli del progetto definitivo. Il Comune di Dervio non ha quindi la responsabilità diretta del progetto, che è nelle mani della Provincia e degli altri enti sovraccomunali competenti per i relativi pareri. Dal 13 novembre 2008, quando il Comune ricevette la prima versione del progetto preliminare da parte della Provincia, sono trascorsi quasi tre anni: solo 5 mesi sono stati utilizzati dall’Amministrazione Comunale per valutare ed esprimere le proprie considerazioni sui progetti ricevuti, ottenendo tra l’altro il grande risultato di evitare la soluzione impattante del viadotto a picco sul lago. Il Comune ha quindi fatto la propria parte, in tempi brevi, per permettere alla Provincia di andare avanti con le successive fasi progettuali. Ora attendiamo i successivi passaggi, di competenza della Provincia stessa, per conoscere come e quando questo progetto lungamente atteso possa essere presentato nella sua veste definitiva.

CRONISTORIA RECENTE DEL PROGETTO DEL PEDUNCOLO
NOVEMBRE 2008
La Provincia trasmette al Comune il primo progetto preliminare per il “peduncolo”, con parziale sviluppo in galleria
MARZO 2010
La Provincia comunica che i costi previsti superano i fondi disponibili, e propone una soluzione alternativa con un viadotto a picco sul lago lungo 70 metri e alto 17
GIUGNO 2010
Il Consiglio Comunale presenta alla Provincia uno studio di fattibilità che dimostra la possibilità di eliminare il viadotto ritenuto troppo impattante
MAGGIO 2011
La Provincia trasmette al Comune un nuovo progetto preliminare che recepisce lo studio di fattibilità e non prevede più il viadotto a picco sul lago
AGOSTO 2011
Il Consiglio Comunale dà il proprio assenso al progetto preliminare affinché la Provincia possa sviluppare le successive fasi progettuali
SETTEMBRE 2011
Il Consiglio Comunale avvia le procedure per la compatibilità urbanistica: l’iter del progetto è ora di competenza della Provincia stessa

GIUGNO 2011
PER IL PEDUNCOLO UN NUOVO PROGETTO DALLA PROVINCIA

A metà maggio abbiamo ricevuto il nuovo progetto preliminare per il collegamento tra lo svincolo della superstrada e la provinciale a lago (il cosiddetto “peduncolo”), elaborato dalla Provincia di Lecco come previsto dalla convenzione sottoscritta nel 2008 tra Ministero dei Lavori Pubblici, Regione, Provincia, ANAS e Comune di Dervio. Il 22 giugno 2010 il Consiglio Comunale aveva approvato all’unanimità il risultato di uno studio di valutazione ambientale che chiedeva di individuare un nuovo progetto, con la volontà di sbloccare un problema da tempo dibattuto senza che venisse trovata una soluzione accettabile. Poco più di un anno fa la Provincia aveva infatti appena accantonato la soluzione che era stata fino ad allora considerata, in quanto con l’applicazione dei prezzi utilizzati dall’ANAS sarebbe risultata eccessivamente costosa rispetto alle risorse finanziarie disponibili dalla convenzione. In alternativa aveva proposto una soluzione che prevedeva l’allargamento della strada di cantiere esistente fino alla linea ferroviaria, superata con un viadotto lungo 70 metri a 5 campate, alte fino a 17 metri, che sarebbe stato costruito a picco sul lago vicino alla casa cantoniera. Questa ipotesi avrebbe presentato un impatto ambientale inaccettabile per la sponda del lago, e pertanto si era deciso di ricercare una nuova soluzione. Il Comune aveva allora incaricato l’ingegnere lecchese Arturo Montanelli (membro della commissione ministeriale per la valutazione dell’impatto ambientale dei progetti di strade e autostrade) di effettuare la valutazione ambientale di un tracciato alternativo, che era stato poi inviato alla Provincia perché fosse trasformato in un progetto completo. L’Amministrazione Comunale ha quindi assunto un ruolo propositivo nell’indirizzare i contenuti del progetto e nel guidare l’inserimento paesaggistico dell’infrastruttura, dando un preciso input affinché si cercasse di migliorare l’impatto dell’opera sul versante a lago, che appare ora meno evidente rispetto all’ipotesi precedente. Il nuovo progetto riutilizza la strada già esistente, opportunamente modificata, immettendosi sulla strada provinciale a lago con la stessa rotonda già prevista dal progetto precedente, e per la cui costruzione si prevede l’abbattimento della casa cantoniera. Il viadotto a picco sul lago è stato evitato con il ricorso a una pendenza della strada leggermente superiore. I costi di realizzazione sono stati calcolati e rientrano nei finanziamenti a disposizione (5 milioni di euro). In pochi giorni c’è già stato un primo contatto con la Sopraintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio, che dovrà valutare l’inserimento dell’infrastruttura nel paesaggio lacustre. Le ulteriori fasi progettuali dell’opera dovranno infatti prendere in attenta considerazione il contesto ambientale e paesaggistico in cui si va ad inserire, attivando gli strumenti di mitigazione ambientale necessari a ridurre le conseguenze negative sull’ambiente, così come, compatibilmente con le risorse disponibili, dovrà essere posta attenzione al nucleo di Chiari in modo tale da minimizzare le interferenze con l’abitato. In attesa dei riscontri da parte della Sopraintendenza stiamo approfondendo nel dettaglio gli elaborati che ci sono stati presentati, su cui verrà coinvolto anche il Consiglio Comunale, per poter dare in tempi ragionevoli una risposta alla Provincia su un progetto che dovrà comunque continuare il proprio iter per essere valutato anche dagli enti sovracomunali competenti. Gli elaborati sono esposti al pubblico all’albo comunale al piano terra del municipio.

GIUGNO 2010
VIA LIBERA A UN PROGETTO MENO IMPATTANTE PER IL PEDUNCOLO

Il 22 giugno 2010 il Consiglio Comunale ha approvato all’unanimità uno studio di valutazione ambientale che individua una nuova proposta per il collegamento tra lo svincolo della superstrada e la provinciale a lago, il cosiddetto “peduncolo”, con la volontà di sbloccare un problema da tempo dibattuto senza che finora sia stata trovata una soluzione accettabile per tutti. La Provincia di Lecco ha tra i propri programmi la realizzazione di quest’opera a seguito della convenzione sottoscritta nel 2008 tra Ministero dei Lavori Pubblici, Regione, Provincia, ANAS e Comune di Dervio. Il Consiglio Comunale ha ribadito la necessità del peduncolo in un’ottica di viabilità sovracomunale e come completamento del minisvincolo esistente, che by-passando l’attuale viabilità interna al centro storico consentirebbe al traffico pesante di avere un percorso alternativo fuori dal centro abitato e un’efficace possibilità di sfogo del traffico della superstrada nel caso di chiusura del tratto che interessa Dervio. Alcuni mesi fa la Provincia aveva accantonato la soluzione finora proposta e che prevedeva un parziale sviluppo in galleria, perché con l’applicazione dei prezzi utilizzati dall’ANAS risultava eccessivamente costosa rispetto alle risorse finanziarie disponibili con la convenzione. In alternativa aveva proposto una soluzione che prevedeva l’allargamento della strada di cantiere esistente fino alla linea ferroviaria, superata però con un viadotto lungo 70 metri a 5 campate, alte fino a 17 metri, che sarebbe stato posizionato a picco sul lago in prossimità della casa cantoniera. Questa soluzione presentava però un impatto ambientale che da subito abbiamo considerato inaccettabile per la sponda del lago, e che quasi con certezza non sarebbe stato comunque accettato dagli organi sovracomunali competenti dal punto di vista paesaggistico, e pertanto abbiamo chiesto di ricercare una nuova proposta progettuale. Visto che la Provincia non aveva le disponibilità economiche per procedere alla valutazione di altre ipotesi, il Comune di Dervio ha quindi incaricato l’ingegnere lecchese Arturo Montanelli (membro della commissione del Ministero dell’Ambiente per la valutazione dell’impatto ambientale di strade ed autostrade) di effettuare la valutazione ambientale di un tracciato alternativo. L’Ammini s t r a z ione Comuna le ha assunto in questo modo un ruolo propositivo per indirizzare i contenuti del futuro progetto e il relativo inserimento paesaggistico, migliorando in modo ritenuto soddisfacente l’impatto della parte finale dell’opera sul versante a lago. Lavorando in piena collaborazione con i tecnici della Provincia, l’ing. Montanelli in soli due mesi è riuscito ad approfondire la valutazione ambientale del nuovo tracciato. Grazie all’utilizzo di un modello di simulazione al computer, nel quale sono stati inseriti i dati relativi alla reale conformazione del terreno, ed all’inserimento dell’opera nel territorio con un rendering fotograf ico, lo studio ha messo in evidenza la possibilità di ricavare una diversa soluzione. È decisamente meno impattante in quanto riutilizza la strada di cantiere esistente, opportunamente modificata, immettendosi sulla provinciale a lago con la stessa rotonda già prevista dal progetto che comprendeva la galleria, e che conferma il sacrificio della casa cantoniera. Non c’è quindi più traccia del lungo viadotto a picco sul lago, evitato con il ricorso a una pendenza della strada leggermente superiore, e l’impatto ambientale è sicuramente molto minore rispetto alla soluzione precedente. Per quanto riguarda i costi, pur non potendoli calcolare in modo preciso fino a quando non sarà stato predisposto un vero e proprio progetto, da una stima effettuata con i criteri utilizzati finora dalla Provincia non dovrebbero superare quelli delle soluzioni precedentemente proposte. Ora lo studio verrà quindi trasmesso ufficialmente alla Provincia che, in base al la convenzione, è incaricata della progettazione esecutiva. Il progetto dell’opera dovrà inoltre prendere in attenta considerazione il contesto ambientale e paesaggistico in cui si va ad inserire, avendo cura di attivare tutti gli strumenti di mitigazione necessari per ridurre le conseguenze negative sull’ambiente. Compatibilmente con le risorse disponibili, dovrà essere posta particolare attenzione al nucleo abitato di Chiari in modo tale da minimizzare le interferenze con le case esistenti, e opportunamente ristudiata la rotonda in uscita dallo svincolo. Lo studio di valutazione ambientale non poteva avere tra i suoi obiettivi l’analisi di questi aspetti, che solo un progetto completo può affrontare, ma ha avuto il grande merito di scongiurare l’ipotesi impattante del viadotto sulla riva del lago. L’Amministrazione Comunale si è quindi posta l’obiettivo di chiudere positivamente questa annosa questione, collaborando con gli enti superiori ma ricercando responsabilmente una soluzione che salvaguardi il territorio, e possiamo ritenerci soddisfatti di aver trovato in poco tempo un’ipotesi molto meno impattante per quest’opera, che non è di competenza comunale ma i cui effetti ricadono ovviamente sul nostro territorio.

LUGLIO 2008
ALLA RICERCA DI UNA SOLUZIONE PER IL PEDUNCOLO
DI COLLEGAMENTO TRA LA SUPERSTRADA E LA PROVINCIALE 72

Il “peduncolo” di collegamento tra lo svincolo della superstrada e la provinciale a lago ha riempito in questi mesi le pagine dei giornali con proposte e prese di posizione dei soggetti più diversi, e l’agenda degli amministratori locali con decine di riunioni che non hanno f inora sbloccato la situazione. L’opera ha la funzione di deviare dal centro paese il traff ico della superstrada 36 in uscita dallo svincolo, del quale è il logico completamento, ed è pertanto di competenza sovracomunale, stabilita da una convenzione tra più enti con diverse competenze: il finanziamento è a carico del Ministero dei Lavori Pubblici, la progettazione compete alla Provincia di Lecco, l’ANAS deve appaltare i lavori e il Comune di Dervio ha solo dovuto recepire l’opera nel proprio strumento urbanistico. A disposizione ci sono 5 milioni di euro, derivanti sostanzialmente dalla Legge Valtellina e dai fondi per il rifacimento della galleria “Monte Piazzo” della superstrada. Per comprendere l’attuale situazione bisogna fare un po’ di cronistoria. Qualche anno fa la Provincia ha effettuato uno studio di fattibilità per confrontare diverse ipotesi, alcune delle quali sono poi state scartate per motivi tecnici (soprattutto le eccessive pendenze) che ne impediscono la realizzazione. Le soluzioni rimaste presentano un impatto ambientale più o meno accentuato, quasi sempre per la necessità di costruire imponenti viadotti o cavalcavia per superare la ferrovia. Non è mai stato possibile però verif icare questo impatto nel dettaglio in quanto nessuna delle soluzioni ipotizzate è stata poi sviluppata con un progetto, tranne quella tuttora inserita nel nuovo Piano di Governo del Territorio comunale con un tracciato quasi completamente in galleria, un minimo impatto ambientale ma un costo di 6,9 milioni rispetto ai 5 milioni previsti dalla convenzione, con una differenza che nessuno è in grado di f inanziare. La Provincia di Lecco ha poi effettuato un’ulteriore rivalutazione dei costi di questa soluzione, utilizzando il prezziario dell’ANAS, che ha fatto lievitare il preventivo a 9,2 milioni, ma è anche vero che proprio questi prezzi così alti determinano poi nelle gare d’appalto dei ribassi d’asta consistenti: nel recente appalto per la galleria “Monte Piazzo” è stato offerto ben il 47,8% di ribasso. Se, come invano avevamo chiesto, i lavori del peduncolo fossero stati accorpati a quelli della “Monte Piazzo”, col 47,8% di ribasso il costo della strada sarebbe stato di 4,8 milioni, i 5 milioni disponibili nella convenzione sarebbero bastati e a breve ci saremmo trovati il peduncolo costruito in galleria. Ma così non è stato, per decisione degli enti superiori, anche perchè inizialmente la nuova Amministrazione Provinciale aveva tolto il peduncolo dai propri programmi. Ora la Provincia ci propone un’ipotesi a costi inferiori ma con un impatto tutto da verif icare. E’ per questo che, d’accordo con tutti i gruppi presenti in Consiglio Comunale, vogliamo approfondire questa soluzione e verif icarne ogni possibile miglioramento a livello ambientale, con la responsabilità condivisa di ricercare una soluzione che salvaguardi il nostro territorio. La soluzione proposta dalla Provincia prevederebbe l’allargamento della strada di cantiere esistente fino alla linea ferroviaria, superata con un viadotto lungo 70 metri a 5 campate posizionato a picco sul lago in prossimità della casa cantoniera: non essendo mai stata verif icata a livello progettuale non si può comprendere con chiarezza quale impatto ambientale possa avere un’opera così imponente. Avevamo proposto già tempo fa alla Provincia di valutare il progetto con un rendering (cioè una simulazione al computer che lo inquadri rispetto al territorio circostante): la Provincia vi ha però rinunciato per mancanza di fondi e allora il Comune di Dervio ha proposto di accollarsi l’onere di questa valutazione, che riteniamo davvero necessaria visto che l’opera ricade sul nostro territorio. Abbiamo quindi contattato l’ingegner Arturo Montanelli, membro della commissione del Ministero dell’Ambiente per la valutazione dell’impatto ambientale di alcune strade e autostrade di interesse nazionale, e consulente nella progettazione di diverse nuove strade lombarde. In piena collaborazione coi tecnici della Provincia, l’ing. Montanelli avrà il compito di costruire un modello informatizzato per la valutazione ambientale della strada, utilizzando dati già in possesso della Provincia ma che non sono stati f inora utilizzati. Proprio per questo prevediamo che i tempi possano essere circoscritti ad alcune settimane. Questo lavoro dovrebbe permettere di valutare l’inserimento di questa o altre soluzioni, e di individuare eventuali modif iche che possano migliorare il risultato finale in termini di impatto sul territorio, effettuando una stima dei costi con gli stessi criteri utilizzati finora dalla Provincia. Il Comune di Dervio si è quindi posto l’obiettivo di chiudere questa annosa questione, facendosi promotore in modo responsabile presso gli enti superiori di un approfondimento delle soluzioni che salvaguardino quanto più possibile il nostro territorio.

IL PARERE DEL CONSIGLIO COMUNALE SUL PEDUNCOLO
Nella seduta del 5 luglio 2008 il Consiglio Comunale ha espresso il proprio parere sullo studio di fattibilità delle soluzioni progettuali per la realizzazione del cosiddetto “peduncolo di collegamento” tra il minisvincolo di Dervio della Superstrada 36 e la Provinciale 72, che rientra nei programmi della Provincia di Lecco e che abbiamo diffusamente approfondito sul numero di aprile 2007 del periodico comunale DervioInforma. Tale opera, pur considerata importante per la riduzione del traffico veicolare dal centro del paese da e per il suddetto minisvincolo, richiede particolare cautela nella fase di progettazione per quanto attiene la scelta di inserimento ambientale del tracciato prescelto. A tale fine, a più riprese, l’Amministrazione Comunale ha invitato la Provincia a presentare uno studio di fattibilità che individuasse i possibili tracciati onde verificarne le criticità circa l’impatto ambientale ed il sistema viabilistico, e rendere più idonea per il territorio derviese la scelta della soluzione finale. A tutela degli interessi della collettività derviese si è anche costituito un comitato di cittadini per sensibilizzare i diversi organismi preposti alla scelta della soluzione progettuale finale. La Provincia, nell’estate del 2005, ha condiviso con il Comune di Dervio un percorso di verifica circa la scelta della soluzione progettuale, con la condivisione anche da parte del comitato di cittadini; per tale motivo la Provincia ha affidato alla Società TAU di Milano l’incarico per la redazione di uno studio di fattibilità volto ad individuare tutti i tracciati possibili dell’opera ed elencarne le criticità dal punto di vista ambientale e viabilistico. Viste le diverse soluzioni progettuali proposte dalla Provincia e valutate per ognuna le criticità dal punto di vista urbanistico, tecnico, funzionale e di impatto paesaggistico, e ritenuto di dover esprimere un proprio parere, da inviare alla Provincia, circa la soluzione progettuale più idonea a soddisfare gli interessi della collettività derviese, si è espresso l’assenso alla soluzione progettuale contraddistinta dalla sigla A3 VAR con otto voti favorevoli del gruppo di maggioranza e due voti contrari del gruppo di minoranza Delphum, invitando la Provincia a tener debitamente conto di queste valutazioni. Il pronunciamento del Consiglio Comunale non rappresenta comunque una pregiudiziale all’eventuale rivisitazione della soluzione progettuale da parte della Provincia, con l’impegno a riportare in Consiglio l’espressione di un nuovo parere nel caso in cui la Provincia dovesse provvedere a nuovi approfondimenti delle soluzioni progettuali.

Il parere del gruppo di maggioranza Costruiamo Insieme

Dopo aver analizzato in modo approfondito le varie soluzioni che la Provincia, quale committente dell’opera, ha sviluppato, si ritiene che la scelta debba tenere conto innanzitutto dell’impatto ambientale: alcune soluzioni presentano un impatto eccessivo per la presenza di viadotti di notevole altezza e lunghezza che si renderebbero necessari per scavalcare la ferrovia o per collegare tratti di strada da costruire ex novo, visibili anche da lontano e ovviamente non mitigabili con interventi di inserimento ambientale, nonché di muraglioni di notevole altezza che arrecherebbero un impatto visivo ed un disturbo ad un numero notevole di abitazioni; diverse soluzioni determinano inoltre il danneggiamento e la compromissione di aree di territorio ancora integro, in quanto prevedono la realizzazione di tracciati completamente nuovi; alcune soluzioni sono inaccettabili tecnicamente perché presentano pendenze che superano gli standard tecnici previsti, costringendo ad allungarne i tracciati per mitigarne le pendenze e determinando così altre problematiche di impatto ambientale. La nostra scelta è caduta sullo studio di fattibilità contraddistinto dalla sigla A3VAR (quella in zona Casa Cantoniera, con l’interramento nell’abitato di Chiari e senza viadotti) per le seguenti motivazioni:
• l’utilizzo per gran parte del tracciato di una strada di cantiere già esistente, quindi con una minore occupazione di territorio rispetto alla costruzione di una nuova strada prevista da altre soluzioni progettuali;
• una minore invasività nei confronti delle abitazioni esistenti, considerato che tale soluzione prevede nel tratto di Chiari una galleria sotto l’attuale strada per evitare alle tre abitazioni adiacenti alla strada i disagi che avrebbe comportato l’attraversamento a raso, e non interferisce con nessuna altra abitazione come invece è previsto dalle altre soluzioni;
• nessuna problematica di tipo tecnico relativa alle pendenze ed all’andamento del tracciato, come invece è previsto dalle altre soluzioni;
• possibilità di mitigare l’inserimento ambientale, nelle parti più esposte, con un’apposita piantumazione da prevedere tra i tornanti previsti da questo tracciato, mentre ovviamente nessuna mitigazione ambientale è possibile per le soluzioni progettuali che prevedono viadotti;
• localizzazione della rotatoria di innesto in una zona dove è presente un numero inferiore di abitazioni già esistenti, e quindi minore disagio conseguente rispetto ad altre soluzioni;
• una distanza minima rispetto alle altre soluzioni per quanto riguarda il decentramento rispetto all’asse verticale del paese: in questa soluzione la rotatoria di innesto si discosta di circa 200 metri da quella proposta per altre soluzioni, una distanza quindi del tutto trascurabile per chi dovrà percorrere il peduncolo di collegamento;
• la necessità che tale opera serva non soltanto i Derviesi ma anche chi si deve spostare verso nord.
La soluzione scelta è quella che, anche secondo i tecnici incaricati per lo studio preliminare, presenta rispetto a tutte le altre soluzioni prospettate il minor livello di criticità per ognuno dei singoli criteri di valutazione che riguardano l’aspetto urbanistico, tecnico, funzionale e di impatto paesaggistico. E’ inoltre l’unica per la quale sia stato possibile ridurre le criticità rispetto alla sua formulazione iniziale (prevedendo la galleria interrata a Chiari per non danneggiare le abitazioni vicine ed eliminando l’unico tratto inizialmente previsto su viadotto) mentre le altre soluzioni presentano criticità non superabili tecnicamente oppure superabili solo a prezzo di un peggioramento dell’impatto ambientale (ad esempio le pendenze eccessive si eliminano solo con allungamenti del tracciato che portano però ad una maggiore criticità ambientale per la necessità di costruire dei viadotti).

Il parere del gruppo di minoranza Delphum

Il gruppo di minoranza Delphum ha rimarcato come nell’ultima assemblea pubblica tenutasi a Dervio sulla questione “peduncolo” si sia fatto un passo indietro in termini di chiarezza espositiva rispetto alla riunione tenutasi a Lecco qualche mese prima alla presenza dei tecnici della Società T.A.U., e che la scelta progettuale sostenuta dalla maggioranza presenta diversi limiti quali la non centralità rispetto al nucleo del paese con conseguente minor utilizzo da parte dell’utenza formata da cittadini derviesi. Emerge quindi la preoccupazione di un’opera utile solo in caso di emergenza dovuta alla chiusura della galleria di Piazzo sulla S.S. 36 e non rispondente alle esigenze del paese; l’opera inoltre risulta molto impattante per quanto riguarda soprattutto la prevista rotatoria di raccordo con la S.P. 72. Anche il sottopasso in località Chiari presenta delle problematiche costruttive legate alla presenza di numerosi sottoservizi ed inoltre il tracciato prospettato quale possibile soluzione progettuale creerebbe problemi di innesto con l’esistente rotatoria del minisvincolo che andrebbe a questo punto riprogettata. Per tali motivi la scelta auspicata dal gruppo di minoranza, come più idonea a soddisfare gli interessi della collettività derviese, risulta quella denominata A1 (quella in zona Feldspato con sovrappasso o sottopasso alla ferrovia) che consentirebbe di collegare la zona nord del paese in via Diaz alla nuova rete viabilistica senza gravare, in termini di traffico, sul centro del paese. Tale soluzione inoltre risulta sostenuta da centinaia di cittadini derviesi che hanno sottoscritto una petizione in tal senso. In conclusione si invita la maggioranza a ponderare bene la scelta che si sta effettuando in quanto la stessa potrà segnare il futuro del paese.

 


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