Quaderni Derviesi

Cerca

HomeDocumentiDerviesiTerritorioVarieAbbonamentiIniziativeCuratoreLicenza

Visite guidate

Castelvedro
Castello di Dervio
Castello di Corenno

Antica Tomba
Arche Andriani
Casa Magni

ss. Pietro e Paolo
ss.Quirico e Giulitta
s. Leonardo
s.a Cecilia
Antichi affreschi

Monastero
Cappellette

Quaderni Derviesi / Territorio / Visite guidate /

Castello di Corenno

Le origini storiche di Corenno Plinio si perdono nell’oscurità dei tempi. I classici attribuivano al nome Corenno una derivazione greco-latina (Corinto), tuttavia nessuno ha mai preso in considerazione una approfondita ricerca toponomastica. Legata a Dervio per tutto l'alto Medioevo, Corenno fu data in feudo nel 1277 dall'Arcivescovo di Milano Ottone Visconti agli Andreani (o Andriani) che la mantennero fino al 1553, quando passò agli Sfondrati, pur nel persistere di alcuni diritti dei feudatari originari che ripresero il controllo del feudo dal 1718 al 1797 e mantennero anche in seguito il possesso del castello, ancora oggi di proprietà degli eredi. A persone di questa famiglia sono dedicati i monumenti sepolcrali del XIV secolo ora posti sul piazzale della chiesa, dedicata a San Tommaso di Canterbury ed eretta a parrocchia autonoma nel 1566 da San Carlo Borromeo. Nel 1863 a Corenno venne aggiunto l'appellativo di “Plinio”, e dal 1928 Corenno Plinio entrò a fare parte del Comune di Dervio.
In cima al promontorio della frazione di Corenno si innalza il Castello della antica famiglia Andriani, ora estinta. Fu realizzato nel XIV sec. sui resti di una antica fortezza, come recinto difensivo, e presenta due torri, una quadrata a nord ed una a vela, con l'ingresso rivolto sulla piazza di Corenno. Il castello è un complesso monumentale impostato su fondazioni romane, come si può arguire dal basamento di alcuni muri, ed ha una pianta irregolare tendenzialmente di forma quadrata. La posizione panoramica dell'insediamento lascia presupporre che in epoca romana su quest'area sorgesse una delle torri di segnalazione e di guardia che permettevano di trasmettere notizie importanti dalle Province dell'Impero fino a Roma, con segnali di fumo durante il giorno e con fuochi durante la notte. Sul lago esistevano sicuramente torri di questo tipo a Como, Torno, Torriggia, alla Cavagnola, all'isola Comacina, a Balbianello e a Bellagio. Il castello, composto da una cinta muraria a pianta irregolare, coronata da merli che proteggevano il cammino di ronda, è databile tra il 1360 e il 1370 e costituisce un tipico esempio di castello-recinto, cioè una fortificazione realizzata come rifugio per la popolazione in caso di attacchi. Il materiale usato per la costruzione ricalca la tipologia dell’opus gallicus, con l’utilizzo di materiale proveniente da roccia scavata sul posto o recuperata sulla riva del lago. Il pietrame è generalmente di piccole dimensioni. Sul frontale della porta spicca lo stemma degli Andreani. Presenta due torri, una del tipo detto a vela (aperta cioè all’interno) sovrastante l’unica apertura rivolta verso l’abitato, a sud-ovest, e l'altra quadrata e situata nell'angolo a nord-est, probabilmente aggiunta alle mura nella seconda metà del Trecento. Il fossato che circondava il castello, citato nello Statuto del Comune di Dervio del 1389, fu eliminato tra il 1825 e il 1830 con la realizzazione della strada militare (l’attuale Provinciale 72). Il castello costituì il nucleo attraverso il quale si sviluppò l'abitato di Corenno con le caratteristiche vie scavate nella roccia. Si può ben dire che il castello sia l’ultimo baluardo di un paese completamente fortificato: chi infatti voleva conquistare Corenno dal lago (unica via di accesso nei tempi antichi) si trovava di fronte un paese costruito su uno sperone roccioso, con vie ripide e strette chiuse da robuste porte e collegate da lunghe scalinate scavate nella roccia, con le case sovrapposte l’una all’altra senza finestre fino ad altezza d’uomo, con muri tra loro contigui: una sorta di unico fabbricato in cui ogni stanza doveva essere conquistata e in cui l’ultimo rifugio era il castello. Un castello recinto dove la popolazione si rifugiava in attesa che la furia del nemico sbollisse: l’area interna è infatti proporzionale al numero di abitanti che doveva proteggere, considerato che il piccolo borgo di Corenno ha sempre avuto una popolazione intorno al centinaio di abitanti.
Grazie agli accordi intervenuti tra l'Amministrazione Comunale e la proprietà, il castello è ora visitabile mediante visite guidate che nel 2012 hanno assunto una cadenza mensile e sono state ripetute ogni primo sabato del mese fino ad ottobre; la partecipazione è gratuita e avverrà per gruppi a numero chiuso con inizio ogni 30 minuti. Si consiglia di prenotare l'orario della propria visita presso la biblioteca comunale.


Le serate
Per l'uscita di ogni numero dei Quaderni Derviesi si svolge una serata legata alla storia locale.
Calendario serate


Sezione di dervio.org

Copyright (c) 2001-2002 Michele Casanova
E' garantito il permesso di copiare, distribuire e/o modificare il contenuto di queste pagine, seguendo i termini della Licenza per Documentazione Libera GNU, Versione 1.1 o ogni versione successiva pubblicata dalla Free Software Foundation.



Inizio pagina