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Nei dintorni: la Valvarrone

La valle del torrente Varrone è la parte più aspra e suggestiva della sponda orientale del Lario, ed i monti che la dividono dalla Valtellina costituiscono la catena più elevata del territorio lecchese. Questa valle è addossata ai monti Legnone e Legnoncino ed è percorsa dal torrente omonimo che dai monti sopra Premana va a sfociare nel lago, a Dervio. La parte bassa della valle è un territorio omogeneo per storia e tradizioni ed appare quindi appropriata la recente costituzione dell’Unione dei Comuni della Valvarrone. I quattro comuni che ne fanno parte e cioè Introzzo, Sueglio, Tremenico e Vestreno, contano complessivamente poco meno di mille abitanti.
L’economia di questa parte della valle è sempre stata povera e l’emigrazione era abituale anche secoli or sono, ma la particolare posizione orografica del territorio può favorire lo sviluppo del turismo.
I paesi della valle sono un ottimo punto di partenza per facili escursioni alla portata di tutti lungo le antiche strade militari, attraverso pascoli e boschi di larici con angoli naturali di particolare bellezza da cui si godono splendidi panorami. Camminando per le strette viuzze dei paesi sembra invece di fare un salto indietro nel tempo con il sapore antico dei ballatoi in legno, dei tetti di ardesia e delle donne ancora intente presso secolari lavatoi.


INTROZZO
Altitudine 704 m abitanti 132 (introzzesi) superficie kmq 3.81 CAP: 23835

Introzzo è paese antico, addirittura con parti arcaiche, che rispecchia la severità della valle intorno, fra boschi di faggi e larici. Caratteristica la chiesa di S. Antonio a lato di un' Era (aia) fra rocce e terrazze. Il nome risale al Medioevo quando tutta questa terra era chiamata Mont’Introzzo e si riferiva all'intera Valvarrone.insieme agli altri paesi di Tremenico, Sueglio e Vestreno, testimoniando l'importanza del paese, ancor oggi indicato come il capoluogo di questa vallata. Chiunque, forestiero, decidesse di fermarsi in paese per qualche tempo doveva pagare una tassa di soggiorno, un “introgium”. E doveva pagarlo anche chi assumeva una carica pubblica. Il toponimo sembrerebbe così spiegato. Il paese è costituito da antiche case costruite in blocchi di pietra grigia, poco distanti l’una dall’altra, affacciate su viottoli acciottolati. Introzzo ha sempre patito un certo isolamento se si pensa che una strada vera e propria fu costruita per ragioni militari solo durante la Prima Guerra Mondiale. Da segnalare sono anche le località di Lavadee e dei Roccoli Lorla poste fra il monte Legnoncino ed il Legnone, luoghi di villeggiatura e punti di partenza per interessanti escursioni.

Chiesa di S. Antonio Abate
Sorge in posizione isolata rispetto al centro dell'abitato. È d'origine medioevale, come attestano le finestrature tamponate e alcuni frammenti d’affreschi all'interno di piccole dimensioni, ha un sagrato in pendenza e all’interno una tela seicentesca di pregio, nel XVIII sec. fu completamente ricostruita ed oggi fa parte della parrocchia di San Martino Monte Introzzo.


SUEGLIO
altitudine 785 abitanti 165 (suegliesi) superficie kmq 4.22 CAP 23835

È un grazioso paese attraversato da numerose e pittoresche viuzze e raccoglie, sulle pendici della montagna, eleganti edifici barocchi. Se è vero che il capoluogo della Valvarrone è Introzzo, è altrettanto vero che Sueglio ebbe una grossa importanza: sorge qui, infatti, la chiesa parrocchiale alla quale fanno riferimento anche le comunità di Introzzo e Vestreno. E' dedicata a San Martino e anche questo ci ricorda come un tempo Sueglio fosse una località di rilievo nella mappa dei presidi longobardi. Qui sorgeva, infatti, una torre di guardia e, sul monte Legnoncino, una cappelletta dedicata a San Sfirio, un santo il cui culto risale all'epoca longobarda. Da Sueglio è possibile raggiungere diverse località, tra cui il laghetto di Artesso dove un sentiero che passa dal Rifugio Bellano porta ai Roccoli Lorla. Camminando lungo questo tracciato s’incontrano ancora le vecchie trincee e postazioni della linea Cadorna realizzate durante la Prima Guerra Mondiale che recentemente sono state sistemate per renderle visitabili. Scendendo dal laghetto di Artesso fino a quota 1100 circa, si arriva invece a Sommafiume, un nucleo abitato principalmente durante il periodo estivo.

Chiesa Parrocchiale di San Martino
La chiesa, d’origine medievale, venne consacrata nel 1583 da San Carlo il quale venne a Mont'lntrozzo per dare un segno di benevolenza specialissima al diletto Marco Aurelio Grattarola. Fu qui che il Cardinale scalò il campanile per consacrare le campane. Il suo aspetto odierno è il risultato ottenuto dagli ultimi lavori di restauro effettuati nel 1860. Conserva i resti dell'antico battistero, sette altari, tra i quali spicca quello maggiore di legno dorato, dipinti dell'Immacolata e la Madonna del Carmine e una croce astile del XV secolo offerta in dono dagli emigrati del paese in Piemonte, Toscana e Veneto.
Nella piazza antistante vi sono inoltre un ossario settecentesco, un oratorio del secolo scorso ormai abbandonato e una torre campanaria del tardo Seicento, al qual è stato aggiunto nel 1707 un orologio astronomico. Fu ingrandita e restaurata molte volte e merita di essere visitata per le molte cose notevoli che contiene; è fatta in forma di una grande croce ed ha sette altari adorni di bei quadri artistici. Scrive Zastrow nel suo studio sulle argenterie delle chiese di Val Varrone: circa la probabilmente assai remota antichità della prima fondazione, per la parrocchiale di San Martino non sembrano esistere seri dubbi,stante sia Il tipo dedicazione sia, in abbinamento a questa, la dislocazione in un posizione strategico panoramica che non pare azzardato definire come realmente eccezionale: la possibilità di comunicare segnalazioni provenienti dal lago all'alta Val Varrone, tramite tra l'altro l'antistante caposaldo dell'eremo medioevale di Sant'Ulderico, certamente fino a Tremenico e oltre, ne faceva una base logistica e paramilitare di non minore importanza.

Chiesa di San Bernardino
Conosciuta anche come Chiesa della Madonna delle Nevi, sorge a Sueglio, recentemente, così come in passato, è stata sottoposta a lavori di restauro. All’interno si trova un altare ligneo cinquecentesco con la statua di San Sfirio, santo avvolto nella leggenda e a cui è dedicata la chiesa posta sulla vetta del monte Legnoncino, a circa 1700 m d’altezza.


TREMENICO
altitudine 754 abitanti 225 (tremenicesi) superficie kmq 8.88 CAP 23836

Pur facendo parte della Valvarrone, Tremenico fa storia a sé rispetto agli altri paesi, ed in effetti ha una sua parrocchiale sin dal 1367, mentre gli altri tre Comuni valvarronesi appartengono alla parrocchia di S.Martino. Vi si arriva da Vestreno passando per Introzzo, prima del paese si supera il profondo burrone della Caùrga. Tremenico è un caratteristico borgo di pietra, un grande voltone immette nella piazza di S. Agata con la chiesa dalla bella facciata. L'attività che da sempre ha caratterizzato questo paese è quella delle miniere di cui restano oggi solo alcune cave di feldspati che impiegano poche persone. Alcuni storici sostengono che già al tempo dei Galli e dei Romani esistessero cave di ferro sulle pendici della montagna. È un antico paese costituito da vecchie case di pietra, adorne d’antiche formelle e d’affreschi baroccheggianti, ravvicinate le une alle altre, dove ancora vivi sono sia il dialetto assai caratteristico, sia la consuetudine di sfoggiare nelle feste l'antico costume tradizionale la “stampade”. Anche la frazione di Avano, situata sulla via per Pagnona, conserva qualche casa antica, di cui una è caratteristica per un gigantesco affresco del Seicento di soggetto religioso che ne orna la facciata. Si pensa che qui sorgesse la Torre che sorvegliava l'entrata nella Comunità di Monte Introzzo. La valle non offriva lavoro e l'emigrazione è stata massiccia verso il Veneto, il Piemonte, la Toscana e Roma. I valligiani che preferirono restare nella valle vivevano dell'allevamento del bestiame; a testimonianza di quest’attività, al di fuori dell’abitato c'è ancora un agglomerato di casette rustiche e di stalle chiamati “Fenile”, nucleo rurale recentemente restaurato interessante da visitare. Nei primi anni del ‘900 la scoperta sul versante meridionale della valle di cave di feldspati, silicati di alluminio, sodio, calcio e potassio ha allargato gli orizzonti dell'economia locale. Infatti, l’apertura nel 1907 e lo sfruttamento di queste miniere per la macinazione del caolino ha dato lavoro a nuove braccia. Da Tremenico, parte la strada carrabile per raggiungere i Roccoli Lorla ed il suo omonimo rifugio, con i sentieri per la salita al Monte Legnoncino e al Monte Legnone.

Chiesa di S. Agata
La chiesa, d’origine altomedievale, sorge a Tremenico in posizione piuttosto isolata in una vasta piazza con fontana del 1838. Divenne parrocchiale nel 1367 dopo la separazione dalla chiesa di Dervio, venne ricostruita nel 1596 ed ampliata nel 1600. Nel 1878 un'ulteriore modifica a croce latina ne cambiò l'assetto primitivo.
L’interno, particolarmente interessante, è abbellito da numerosi dipinti. I più antichi sono l'affresco del 1696 raffigurante Sant'Agata, posto sopra l'altare maggiore, ed una "Madonna con Santi" della seconda metà del Cinquecento. Molti sono i doni degli emigrati. Nella parrocchiale è conservata una tela del Rosario con la raffigurazione dei santi Domenico, Ambrogio, Pietro e Sfirio, donata dalla Compagnia del Rosario, fondata nel 1597 da un gruppo di tremenicesi a Domodossola.

Oratorio di S. Carlo
Fu eretto a Tremenico dalla famiglia Rubini nel 1694, a ricordo del passaggio del Santo nel 1566.

Chiesa dell'Assunta di Avano
Quest’edificio, riedificato ad Avano di Tremenico nel 1646 seguendo l’originario stile barocco, conserva pregevoli stucchi visibili soprattutto nella facciata. Gli ultimi lavori di abbellimento risalgono al XVIII secolo.


VESTRENO
altitudine 587 abitanti 293 (vestrenesi) superficie kmq 2.72 CAP 23835

E' il primo paese che si incontra, salendo da Dervio, lungo la strada della Valvarrone. È un villaggio d’antiche case di pietra con tetti in pioda e strette strade. Sta quasi abbarbicato sulle pendici della montagna e si presenta in parte con vecchie case alternate a quelle rimodernizzate, con vicoli tortuosi e ripide scalette tra casa e casa. Parte integrante del Monte d'Introzzo, poi feudo dei Dal Verme e possedimento degli Sfondrati, Vestreno deve rivolgersi per la parrocchiale a Sueglio, ma in compenso ospita una serie di servizi gestiti in consorzio con gli altri Comuni, recentemente ha avuto un buon sviluppo con la realizzazione di nuovi insediamenti abitativi ed un moderno centro sportivo. Il paese è punto di partenza di sentieri che conducono al Santuario della Madonna di Bondo e ai nuclei rurali Piaz, Fopp e Vercin, interessanti per escursioni a piedi o in mountain-bike.

Santuario della Madonna della pietà a Bondo
Tra i boschi di Vestreno, a 700 metri d’altezza, sorge il Santuario della Madonna della Pietà. L’edificio fu costruito nel 1672 sulle rovine di una preesistente cappella devozionale voluta dal parroco di Monte Introzzo.
L’altare e le balaustre di marmo furono aggiunti successivamente dai diversi parroci succedutisi nel tempo, così come il suo portico. Il confessionale è del 1763 ed il tabernacolo del 1768; si arriva poi al 1911, quando la chiesa venne ridecorata. Numerose erano le processioni al Santuario da parte delle popolazioni locali e la messa era celebrata più volte l’anno; tanta era la devozione alla Madonna della Pietà che molte persone, prima di affrontare il viaggio che le avrebbe portate in America come emigranti, alla ricerca di fortuna e di una vita migliore, si recavano a Bondo desiderando una benedizione particolare. La scelta del luogo non fu del tutto casuale, infatti, la Beata Vergine aveva il compito di portar protezione agli abitanti, che recandosi sui monti spesso s’imbattevano in briganti ed animali selvatici.

Chiesa dei Santi Pietro e Giacomo
Di origine medioevale, ha dimensioni ridotte ma è caratterizzata da una gran torre campanaria ristrutturata verso la metà del XVIII secolo.

 


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